Bruce Springsteen

Bruce Springsteen: la leggenda

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Bruce Springsteen

La leggenda

Parlare di una leggenda come Bruce Springsteen è un compito arduo, una carriera iniziata all'inizio degli anni '70 per un personaggio che è ancora in grado di riempire gli stadi di tutto il mondo.

In questo nostro ciclo di articoli partiremo dalla discografia ufficiale e non, per poi passare a una panoramica dei concerti che hanno sempre seguito le uscite dei suoi dischi.

Il primo disco di Bruce Springsteen risale al 1972.

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bruce-springsteen Lost in the flood - AI generated image

1972 - #01 - Greetings from Asbury Park, NJ

E' un disco con tante parole, rime, giochi linguistici, canzoni veloci e personaggi strani, sicuramente autobiografico con vicende vissute o immaginate dallo stesso Springsteen. La leggenda narra che Bruce abbia fatto un provino con il manager John Hammond, lo stesso che curava - per fare un esempio - Bob Dylan, non l'ultimo arrivato, e lo abbia convinto con una sola canzone: It's hard to be a saint in the city.

I brani più significativi sono For You, Blinded by the light, Spirit in the Night, Lost in the flood; alcuni di essi vengono tuttora suonati nei tour più recenti. Nei prossimi articoli di questo blog faremo un'analisi della "vita" di queste canzoni e vedremo che a più di 50 anni di distanza queste sono ancora assolutamente nuove.

Per la verità il disco non fu un successo immediato; si dice abbia venduto inizialmente 25.000 copie, non un numero enorme; come per il suo successore, The Wild, the innocent and the E-street shuffle si trattò di buoni dischi che iniziarono a fare conoscere il nome di Bruce Springsteen ma non a renderlo una star. Questo successe 3 anni dopo, nel 1975 con Born to Run, ci arriveremo nel prossimo post.

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bruce-springsteen New York City serenade - AI generated image

1973 - #02 - The wild, the innocent and the e-street shuffle

Un anno dopo "Greetings", che ha ricevuto buoni consensi dalla critica ma non altrettanto successo di pubblico, esce "The wild". Anche in questo caso si tratta di canzoni con testi fittissimi e personaggi improbabili e curiosi. Curiosamente, si ripete ciò che è avvenuto per il primo disco: grande entusiasmo dalla critica e poche vendite.

Alcuni brani, però, sono spettacolari e sono tuttora considerati di livello: Kitty's back, Incident on 57th street, Rosalita e New York City serenade fanno probabilmente parte del DNA di ogni Springsteeniano che si rispetti.

In "The wild" la leggendaria E-street band inizia a prendere forma, sebbene destinata a cambiare nel corso degli anni:

  • Al sassofono: Clarence Clemons
  • All'organo: Danny Federici
  • Al basso: Garry Tallent
  • Al piano: David Sancious
  • Alla batteria: Vini Lopez

 

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Articolo a cura di Cris Di Sclafani